A tu per tu con Giorgio Panariello. – Intervista – di Manuel Glauco Matetich
mercoledì, 2 febbraio 2011
di Manuel Glauco Matetich
L’emozione è alle stelle, il backstage è in pieno movimento, le ballerine si accingono ad indossare i loro costumi di scena, la band è pronta per regalare un sottofondo musicale al pubblico per l’intera serata, il Gran Teatro Geox di Padova inizia a riempirsi di luci, di suoni, di persone e di fan sfegatati, le lancette dell’orologio segnano le 20e40, e manca solo lui, il vero protagonista della serata, il mattatore fiorentino più famoso in assoluto, ovvero, Giorgio Panariello.
In questi momenti di ultima preparazione prima dell’inizio del debutto di Giorgio Panariello a Padova, in data venerdì 21 gennaio 2011, riusciamo a farci accogliere velocemente dal grande comico dietro le quinte nel suo camerino e, nonostante la tensione che ci circonda sia molto alta, siamo in grado di rubargli giusto in tempo qualche battuta inerente il suo ultimo spettacolo.
Per rompere il ghiaccio e cercare di entrare in empatia con lo showman gli chiediamo:
Giorgio, da cosa prende spunto il titolo del tuo nuovo spettacolo, “Panariello non esiste”?
“Guarda, la scelta di usare questa frase, o meglio questa affermazione, per il mio nuovo spettacolo non è mia. Questa frase ha il copyright, l’ho presa da un bambino che ho incontrato un giorno per strada e mentre stavo firmando un autografo ai suoi genitori, lui ha detto a sua madre: “Ma, Panariello non esiste”. Mi ha paragonato ai cartoni animati, sono come i ‘Gormiti’, non esisto.”
E come mai hai voluto chiamare così lo show?
“Perché è da un po’ di tempo che manco in televisione, che non faccio più un mio programma, e credo che molte persone si siano oramai dimenticate di me.
La televisione è un’arma a doppio taglio, finché ci sei si parla di te e tutti ti cercano, vedi il grandissimo risultato ottenuto con ‘Torno Sabato’, il programma serale su Rai Uno qualche anno fa, invece dopo, quando finisce il palinsesto e si spengono i riflettori, nessuno più si ricorda.
La tv è cambiata negli ultimi anni e la linea politica attuale è troppo puntata sull’aspetto commerciale dei format televisivi che si finanziano.
Non si produce più tv di qualità, ma si fa di tutto per ottenere un alto share televisivo, anche a costo di produrre una tv ‘trash’.”
A fronte del tuo non essere più in televisione, ti saresti mai aspettato di replicare addirittura con una terza data qui a Padova?
“Vuoi che ti risponda sinceramente a questa domanda? Sinceramente, no.
Sono rimasto davvero stupefatto e colpito da questa cosa, e non so proprio come spiegarmela. Delle mie 65 date già in programma per questo spettacolo nei vari teatri italiani, ho sempre ritenuto Padova come un banco di prova difficile per il mio tour e mi emoziono veramente al pensare che c’è della gente che è realmente attaccata a me, che mi segue e che mi vuole bene. Mi sento davvero in dovere nel regalare una bella serata al pubblico padovano, impegnandomi al massimo affinché tutto riesca per il meglio.”
Prima di lasciare il suo camerino gli lanciamo al volo un’ultima battuta provocatoria:
Giorgio, ti vogliamo salutare chiedendoti: se Berlusconi fa ‘bunga bunga’, Naomo il tuo personaggio ricco e che richiama l’alta borghesia italiana, che fa?
“Ma che scherzi per davvero? Mi stai domandando Naomo che fa? Ma Ciccio, è lui che ha inventato ancora anni fa il ‘bunga bunga’, anzi per la precisione lui ha inventato il ‘bonghi bonghi’. ”











